Testimonianze della città romana immerse nel contesto urbano moderno da via Brisa a via Torino – di L. Dell’Aquila
PALATIUM – Il Palazzo Imperiale – Gli ambienti visibili sono stati rinvenuti nel 1949 durante lavori di scavo realizzati sull’attuale via Brisa. Le strutture sono riferibili al palazzo voluto dall’Imperatore Massimiano, alla fine del III secolo. IL palazzo, che occupava la zona attualmente compresa tra Porta ticinese ePorta Vercellina mantenne sempre intatta la sua importanza, diventando sede dei sovrani longobardi a partire dal VI secolo. La funzione delle strutture visibili attualmente è, però, controversa. Il rinvenimento di sospensurae (strutture che sostenevano il pavimento creando una camera d’aria per il vapore caldo) ha fatto ipotizzare facessero parte del vasto complesso termale realizzato all’interno dello stesso palazzo.
IL CIRCO ROMANO – Nel nord italia solo due città erano dotate di un circo: Milano ed Aquileia. Può essere considerato, infatti, un edificio simbolo del potere imperiale, il luogo dove l’imperatore si mostrava cercando il contatto ed il consenso del popolo attraverso l’offerta di gare e spettacoli gratuiti. Le dimensioni della struttura erano imponenti: 470 m di lunghezza per 85 di larghezza. La pista, larga 70 m, era divisa al centro dalla spina, una striscia centrale di terra attorno a cui si svolgeva la corsa. Verso nord il Circo era chiuso da due torri, era il lato dei œ, cioè delle rimesse da cui uscivano, alla partenza, le bighe o le quadrighe.
TORRE ROMANA DEL CARROBBIO – Il Carruvium era un importante centro di traffici commerciali e attività strategiche per l’antica mediolanum. Qui era situata l’antica Porta Ticinensis (più centrale, quindi, rispetto all’attuale) da cui partiva la strada che collegava la città con Ticinum (Pavia). Una delle due torri ottogonali che la difendevano si conserva inserita tra gli edifici moderni. Alta 15 m ha un basamento quadrangolare ed è caratterizzata dalla forma circola all’interno e poligonale all’esterno. Nel medioevo è stata chiamata Torre Malsana, vi erano relegati infatti lebbrosi, abbandonati anche dai familiari. La tradizione vuole che in alcune notti particolarmente silenziose (ai nostri giorni, in particolare per la zona, estremamente rare) si possano ancora udire i loro lamenti.
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Bibliografia della serie di articoli “MEDIOLANUM – La città Perduta”
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A. Ceresa Mori (a cura di), L’Anfiteatro di Milano e il suo quartiere: percorso storico archeologica nel suburbio sudoccidentale, Milano 2004.
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